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Education Hub statement of aims in ItalianThe Education Hub ha lo scopo di promuovere uno scambio di idee tra individui e organizzazioni ovunque nel mondo che abbiano delle riserve sulle politiche, pratiche e teorie educative contemporanee. Cerchiamo di cooperare con i tanti insegnanti, professori universitari, studenti e cittadini che si preoccupano di diverse tendenze dell’educazione contemporanea. I nostri dubbi: • La societá sembra avere perduto di vista lo scopo dell’istruzione Da un lato, si vede l’istruzione in termini utilitaristi e strumentali, come niente di più che un modo di produrre competenze per il mercato del lavoro. Dall’altro, la si considera sempre più come usa sorta di psicoterapia, col compito di adulare gli individui e di aumentare la stima di sé, e le si fa carico di risolvere i problemi dell’esclusione sociale e dell’alienazione contemporanee. • Si vede la trasmissione del sapere come un problema Gli insegnanti che vogliono semplicemente insegnare la propria materia agli alunni vengono considerati ingenui nel migliore dei casi e irresponsabili nel peggiore. Il governo, lo stato, le scuole e le università sono arrivati a considerare la libera ricerca del sapere come un passatempo élitario e irrilevante, la sua trasmissione come un ostacolo al compimento delle funzioni socio-economiche più importanti, verso le quali si orienta il sistema dell’istruzione contemporanea. • La conoscenza della materia viene denigrata sempre di più Sia l’insegnamento che l’apprendimento sono stati disconnessi dal loro oggetto comune: la conoscenza della materia. Diventa sempre più comune considerare la conoscenza come un qualcosa che gli alunni devono costruire da sé, una caratteristica soggettiva che si sviluppa nel bambino, piuttosto che un insieme di conoscenze oggettive sul mondo che vale la pena di imparare. Il compito principale degli insegnanti é oramai non tanto insegnare la propria materia quanto scoprire nell’allievo particolari attitudini, talento e bisogni speciali. Gli allievi non imparano più tanto una determinata materia, ma imparano soprattutto a imparare e imparano a conoscere se stessi: il proprio stile d’apprendimento preferito, i propri bisogni e inclinazioni, il proprio potenziale. Sempre più spesso i bambini vengono considerati e vengono incoraggiati a considerare se stessi oggetti di studio piuttosto che soggetti apprendenti. • La proliferazione di teorie pedagogiche pseudo-scientifiche La pedagogia è stata disconnessa dalla conoscenza della materia e adesso si occupa soprattutto della mente dell’allievo. Le teorie pedagogiche incentrate sul bambino sono ormai alla base della maggior parte delle politiche educative e dominano la pratica dell’insegnamento. Negli ultimi anni le scuole del Regno Unito hanno adottato dei test che sarebbero in grado di diagnosticare il potenziale dei bambini, il loro stile d’apprendimento, il tipo e il livello di intelligenza, e altre caratteristiche personali. Essi svolgono un ruolo importante nel determinare le aspettative degli insegnanti nei confronti dei propri alunni. In molte scuole, viene permesso ai bambini di bere acqua in classe in qualsiasi momento poiché si crede che il bere costante aiuti il corretto funzionamento del cervello. Si bandiscono i distributori automatici di bevande e di dolciumi perché si crede che le bevande gassate e il cioccolato abbiano un effetto negativo sul comportamento e le capacità di concentrazione degli alunni. Agli insegnanti viene richiesto sempre più di frequente di sviluppare nei bambini il controllo delle proprie emozioni tramite attività come ‘circle time’ (discussione in cerchio derivata dai metodi di psicoterapia). Per mezzo di queste teorie pseudoscientifiche sul comportamento si incoraggiano i bambini a vedersi come degli esseri irrazionali il cui comportamento é per lo più determinato da forze al di là del proprio controllo. • Dietro alla retorica del ‘successo’, della ‘scelta’ e dell’’inclusione’ si cela un sistema poco ambizioso e che ha poca fiducia nelle proprie capacitá di emancipazione intellettuale degli alunni ‘Nessun Alunno Abbandonato’ (No Child Left Behind), chiama Bush. ‘Tutti I Bambini Sono Importanti’ (Every Child Matters), risponde Blair. ‘Successo Per Tutti Gli Alunni’ (Pour la réussite de tous les élèves’, proclama il rapporto della Commission Thélot in Francia, per poi spiegare che ciò ‘certamente non significa che tutti gli alunni dovrebbero ottenere le qualifiche più alte.’ Ciò sarebbe ‘un’assurdità sociale poiché le qualifiche non sarebbero più neanche lontanamente collegate alla struttura degli impieghi.’ Ma chi ha detto che la struttura degli impieghi debba rimanere immutata per le prossime generazioni? Abbiamo completamente rinunciato al progresso economico e sociale? E per quale motivo gli alunni dovrebbero imparare solo ció che gli serve per il lavoro? Perché non ci dovremmo aspettare da tutti gli allievi che ottengano un buon voto in ogni materia, pur sapendo che alcuni non vi riusciranno? Dovremmo arrenderci prima ancora che ci abbiano provato? O nel momento in cui incontrano le prime difficoltà? I politici ci assicurano che il nuovo sistema dell’apprendimento personalizzato si adatta meglio ai bisogni dell’individuo, che esso aiuterà i ragazzi a ‘raggiungere il proprio potenziale,’ indipendentemente dalla loro condizione socio-economica. Ma in assenza di uno standard chiaro e obbiettivo per tutti gli alunni, chi definisce i bisogni d’apprendimento individuali? E quale mago può misurare il potenziale di un bambino? Chi dovrebbe avere il diritto di farlo? È utile che in Gran Bretagna a quasi tutti i bambini venga fatto dare un test di abilità cognitiva (Cognitive Ability Test) a 11 anni per diagnosticarne ‘il potenziale e lo stile d’apprendimento’ e predire i voti futuri? • L’educazione viene sempre più burocratizzata e disumanizzata Nonostante l’inflazione di retorica incentrata sul bambino, l’educazione sembra essere diventata sempre più burocratica e anti-umana. In passato, alcuni degli educatori che volevano mettere l’allievo al centro del sistema educativo erano idealisti che si aspettavano molto dai bambini. Lungi dall’opporsi alla trasmissione del sapere, essi cercavano di formulare dei metodi di insegnamento più efficaci. Oggi l’educazione incentrata sul bambino ha perso lo slancio creativo. La materia e il suo rappresentante, l’insegnante, sono stati messi da parte, ma al centro del sistema non sono stati messi gli alunni bensì i metodi d’insegnamento e i piani di lezione standardizzati. L’istruzione è stata trasformata in una catena di produzione di fabbrica moderna, in cui procedimenti e risultati hanno il sopravvento su esseri umani dotati di pensiero. L’arte di insegnare è stata trasformata in un processo di produzione in cui sia insegnanti che allievi eseguono delle attività ripetitive che devono condurre a risultati pre-determinati. Persino la più umana delle attività, il pensare, è stata ridotta a una serie di operazioni di routine chiamate ‘competenze di pensiero’ che la rendono più simile al comportamento animale. I nostri principi In opposizione a queste tendenze, crediamo ai seguenti principi, che cerchiamo di affermare: • Il valore del sapere come fine ultimo Sosteniamo la trasmissione del sapere attraverso le generazioni, e a tutti i settori della popolazione, tramite un sistema educativo ambizioso. Crediamo che, in circostanze educative favorevoli, la maggior parte dei ragazzi sia capace di imparare qualsiasi materia al più alto livello. • Lo scopo principale dell’istruzione è l’emancipazione intellettuale del bambino per mezzo della trasmissione del sapere. • L’autonomia degli insegnanti e la libertà accademica Cerchiamo di difendere uno spazio professionale che permetta ai docenti di insegnare al meglio delle proprie capacità. L’attuale burocratizzazione dell’insegnamento, riducendolo a una serie di caselle da sbarrare e di piani di lezione, priva le lezioni di creatività. Quando i docenti diventano degli automi che lavorano verso traguardi prestabiliti, non possono trasmettere agli alunni una voglia di conoscere disinteressata. Noi non cerchiamo di tornare ai sistemi educativi del passato, ma neanche rifiutiamo tutto ciò che si faceva prima in un entusiasmo superficiale per il nuovo. Noi crediamo che sia arrivato il momento di cominciare a stabilire quali siano le caratteristiche di un sistema educativo veramente meritocratico ed egualitario. Crediamo che un tale progetto debba cominciare dal credere nel valore del sapere, nel potenziale emancipatorio dell’istruzione, e nel diritto di tutti i bambini e gli allievi in generale ad una esperienza educativa veramente trasformatrice. I nostri obiettivi È arrivato il momento di mettere in discussione l’idea pragmatica e strumentale che i nostri politici e amministratori hanno dell’educazione. Ci opponiamo al degrado del sapere e alla sua sostituzione con le ‘competenze’, che rende l’istruzione niente più che un mezzo per ottenere un lavoro. Ci opponiamo altresì all’idea cinica che il ruolo dell’istruzione sia quello di creare ‘buoni cittadini’ nel senso più stretto del termine. È arrivato il momento di contrastare il sistema educativo di seconda categoria che oggi passa per pubblica istruzione e di cominciare ad elaborare i principi e le pratiche di un sistema educativo degno dell’umanità del 21mo secolo. • Il nostro obiettivo a lungo termine è di elaborare degli ambiziosi programmi scolastici universali per il 21mo secolo, che si fondino sul sapere e sul contenuto piuttosto che sulle competenze. • Ci proponiamo altresì di organizzare delle campagne e formulare delle proposte politiche contro la burocratizzazione dell’istruzione e a favore della libertà accademica e della autonomia degli insegnanti a tutti i livelli, dalla scuola elementare all’università. • Per raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine cominceremo a costruire una alleanza internazionale. Chiediamo agli individui e organizzazioni in tutto il mondo che sono preoccupati dalle politiche educative attuali e che credono nell’importanza della trasmissione del sapere alle nuove generazioni di unirsi al nostro progetto. Saremo grati dei vostri contributi, delle vostre idee e dei vostri consigli. |